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Frazione - Albarola
Albarola (altitudine m.s.l. 204, abitanti
276)
Sede un tempo di magli per la lavorazione del rame e
ancora nel secolo scorso, di cartiere mosse dalle acque
del Rivo Grazzano in località il Follo e Sollazza,
è oggi eccezionale terra di vini e conserva significative
le testimonianze storico urbanistiche del passato. La
biblioteca comunale di Piacenza conserva un foglio di
carta filigrana proveniente dall’antica cartiera
e il libro “Corpus Byzantinae historiae”
edito a Venezia nel 1722 – 1723 stampato su carta
proveniente dalla cartiera di Vigolzone. La cartiera
sorse per opera dei conti Barattieri, successivamente
fu gestita dalla famiglia Ratti (dai Muratori e Calandroni
poi) che ricavava la carta filigrana lavorando la corteccia
dei gelsi. A metà 800 la produzione era di circa
2kg al giorno, cento anni dopo raggiungeva i 500 kg.
Nel medioevo è stata importante zona di transito
di viandanti e di commerci. Era infatti luogo di passaggio
sul Nure per i transiti da Ponte dell’Olio, luogo
che sino alla seconda metà dell’800 si
chiamava Ponte Albarola. La località in sponda
destra del Nure era meta delle carovane di muli che
trasportavano otri di pelle di capra contenenti olio
di oliva,pacchi di sale e saponi, provenienti dalla
valle dell’Entelle e dall’alta val Nure
che scendevano lungo impervie mulattiere al piccolo
nucleo di case prospiciente Albarola. L’olio veniva
travasato in vasche e botticelle e i muli ritornavano
in Liguria carichi di cereali e farine. Sulla sponda
destra del Nure risiedevano gli uomini incaricati di
mantenere in efficienza un ponte di travi di legno per
il passaggio di pedoni e merci alla sponda sinistra
del Nure, ove esisteva gia Albarola. Attraverso i secoli
l’accresciuto traffico dei negozianti liguri portò
l’espansione dei depositi in sponda destra sorsero
scuderie, magazzini, case d’abitazioni e osterie.
Il gruppo di case noto come Ponte Albarola fu distinto
dall’insediamento urbano di Albarola e fu chiamato
Ponte dell’Olio che successivamente divenne punto
di controllo fiscale da parte dei gabellieri particolarmente
solerti nell’applicare le tasse previste per le
derrate del commercio.
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