|
Il Castello
La storia di Vigolzone appare in seguito
intimamente legata alle vicende del suo imponente castello,
tuttora in buono stato di conservazione.
Siamo all'epoca delle Crociate quando
il nobile Lantelmo Confalonieri, vassallo dei vescovo
Aldo e capitano di milizie piacentine in Terra Santa
costruì attorno al 1095 una fortezza, poi espugnata
e demolita da re Enzo. Si sarebbe salvata una sola torre
a base circolare i cui ruderi sono tuttora ben visibili
ad ovest dell'attuale Castello.
Per volere di Bernardone Anguissola
- gli Anguissola erano tra le più potenti famiglie
dei piacentino, capeggiavano il partito ghibellino nella
città ed erano fedelissimi ai Visconti - nel
1330 fu iniziata la costruzione dell'attuale complesso
castrense, caratterizzato da pianta rettangolare con
il frontale a Levante, dalle due poderose torri e da
un massiccio torrione all'angolo sinistro. La costruzione
fu voluta dagli Anguissola più come simbolo di
potenza e autorità, che come sentito bisogno
di difesa, in quanto la grandezza della famiglia era
tale da non temere nemici.
Nei 1414 Piero e Riccardo, figli di
Bernardo Anguissola, nonché il cugino Antonio,
figlio di Giovanni, ottennero dall'imperatore Sigismondo
l'investitura feudale del Castello con Folignano e la
villa di Albarola.
Gli Anguissola da Vigolzone hanno caratterizzato
per tanti secoli la vita pubblica del paese esercitando
un potere via via calante, ma pur sempre guardato con
estrema riverenza da rurali e da autorità podestarili
sino al 1806, quando la legislazione napoleonica abolì
le giurisdizioni feudali.
Il ramo degli Anguissola di Vigolzone
si estinse con Beatrice (anno 1936). Castello e pertinenze
passarono ai marchesi Monticello Obizzi di Crema e da
questa agli attuali proprietari, i marchesi Landi di
Chiavenna.
|