|
Frazione - Grazzano Visconti
Grazzano Visconti (altitudine m.s.l.
142, abitanti 350)
E’ uno dei borghi medioevali più giovani
d’Europa. Le sue case più antiche risalgano
a poco più di un secolo fa. La nascita ufficiale
è sancita nel 1915 da un regio decreto che muta
l’antica denominazione “Grazzano”
in “ Grazzano Visconti” per rendere doveroso
omaggio all’opera compiuta da Giuseppe Visconti
di Modrone che, ereditato alla fine del 1800 il maestoso
castello costruito nel 1935 dai coniugi Giovanni Anguissola
e Beatrice Visconti, fece sorgere casa dopo casa, l’odierno
borgo. Secondo le sue intenzioni, il villaggio doveva
esaltare il legame tra il blasone della famiglia, il
castello e la comunità. L’obiettivo venne
raggiunto mediante la creazione di nuovi alloggi, laboratori
per attività artigianali e l’incremento
delle attività commerciali. Alla ristrutturazione
del castello seguì la creazione di un parco di
10 ettari di terreno, un altalenarsi di giardini stile
italiano, francese, inglese, con susseguirsi di fontane,
statue, tempietti, sentieri e siepi. I lavori di edificazione
del nuovo borgo iniziarono successivamente a quelli
del castello e quindi a partire dal 1900. Il conte coinvolse
nella creazione del villaggio quattrocentesco l’architetto
Alfredo Campanili (nato a Gattico di Reggio Emilia nel
1873), ma milanese d’adozione. L’intesa
è perfetta e in pochi anni al posto delle poche
e modestissime costruzioni nasce un complesso armonico
e inebriante, un misto veramente gradevole d’architettura
e di verde. Il conte fu co progettista, affrescatore
e direttore dei lavori. Suoi fidi collaboratori gli
esperti muratori Ernesto Ferrari, la cui famiglia risedeva
a Grazzano da oltre tre secoli, e il giovane apprendista
Giuseppe Girometta il quale collaborò, con la
famiglia Visconti sino agli anni 60. La fantasia creativa
di Giuseppe Visconti porta al recupero della tradizione
“gotica” artigianale, soprattutto nel campo
del ferro battuto e dell’intaglio del legno per
aggiornarla alle nuove richieste del mercato. Nell’insieme
compie un importante intervento valutabile nella sua
complessità e sulla base di precisi riferimenti
culturali, di progettazione ex novo in stile eclettico
neo medievale.
Uomo di raffinata sensibilità per ogni espressione
culturale, volto a sfidare le proprie capacità
in progetti arditi e ambiziosi, era dotato di un certo
sense of Humor, attestato dalla creazione di uno stemma
col garofano rosso al cui gambo è avvolto un
cartiglio con la scritta bustrofedica e a caratteri
gotici “otla ni adraug e enetapipmi”, il
cui significato è comprensibile leggendo dal
basso all’alto e da destra a sinistra “
impipatene e guarda in alto”. Nel 1937 il re Vittorio
Emanuele III concede al conte Visconti di Modrone il
titolo di duca di Grazzano Visconti, per i meriti acquisiti
in campo assistenziale e per la promozione della formazione
artigianale. Nel 1986 la regione Emilia Romagna ha elevato
il borgo a “città d’arte” ,
consacrandolo sul podio del turismo provinciale.
|